PH MICHELE ALBERTO SERENI

Aldo Mondino

Biografia

Aldo Mondino

 

Nato nel 1938 a Torino, dove è deceduto nel 2005.

 

Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta per due anni l’Atelier di William Heyter. Studia mosaico con Gino Severini. In questi anni, viene in contatto con giovani pittori surrealisti come Jouffroy, Errò, Lebel, e affermati maestri come Matta e Lam – esperienza che lascerà le tracce nelle opere ludiche degli nni Sessanta. Nel 1961, torna in Italia, a Torino, per il servizio militare e realizza la sua prima personale presso la Galleria l’Immagine, Torino. L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, si rivela fondamentale. Proprio da lui, infatti, allestisce la prima importante mostra personale (1963).
I quadri sono aperte citazioni da pittori, da Castrati a Capogrossi, a Dine, con riferimenti al mondo pop, alla segnaletica stradale e all’universo infantile (Donna con le uova di Casorati, 1964).
Nel 1964, tiene una personale alla Galleria La Salita. Nel 1969, all’Arco d’Alibert a Roma, presenta Ittiodromo. Da questo momento in poi, comincia ad utilizzare scritte, parole e a sperimentare materiali inusuali, come lo zucchero (Rosa di zucchero, 1972). Nel 1970, nasce la serie dei King.
Partendo da un fantoccio del tutto somigliante al pittore, Mondino lo ritrae disposto come un quadrante di un orologio. Un’operazione del tutto concettuale, legata alla magia della scansione del tempo. Questo sarà ricordato dall’artista come il primo incontro con se stesso e con la pittura.
Nel 1972 ritorna a Parigi, dedicandosi alla pittura; a questo periodo risalgono i dipinti dei più importanti naufragi della storia. Nel 1976, partecipa alla XXXVII Biennale di Venezia, in cui si impegna in un parallelismo filologico tra la sua arte e la composizione di Schonberg. Nel 1983, allo studio De Ambrogi di Milano, allestisce una mostra sul tema degli Angeli. Marco Menguzzo lo invita, nel 1988, a partecipare alla manifestazione Verso l’arte povera, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Dopo il 1985 inizia il ciclo legato ai viaggi: Marocco, Turchia, India e l’oriente in generale, con un occhio di riguardo nei confronti della Spagna con i suoi tori e toreri. Nei quadri di tema orientaleggiante, Mondino rende protagonisti personaggi della vita araba, ma anche rabbini, ortodossi, sultani turchi e danze di Dervisci, senza tralasciare personaggi più comuni come i mercanti dei bazar. Nel 1990 presenta da Sperone Westwater a New York la serie di ritratti dei Sultani, ispirati a quelli presenti al Museo Topkapi di Instambul.
Negli ultimi anni, però, si esprime anche in quella che è una delle sue più grandi aspirazioni, la scultura, realizzando, ad esempio, una gettata in bronzo dal titolo La mamma di Boccioni, dove il seno della donna è costituito da due grosse bocce. La sua insaziabile curiosità lo porta poi ad avvicinarsi al bricolage e alla ceramica, che interpreta anche come elemento di decoro di quadri.
A partire dagli anni Novanta, il suo interesse si focalizza su temi orientaleggianti. Alla Galleria Sperone di Roma, realizza, nel 1990, una mostra con opere in cioccolata e zucchero. Compie un viaggio in Marocco, Palestina, Turchia. Nel 1993, alla Biennale veneziana, espone una serie di quadri di grandi dimensioni, rappresentanti i dervisci nell’atto di danzare. In quell’occasione una compagnia di dervisci realizza una performance di danza all’interno della stanza di Mondino, creando un indimenticabile momento poetico tra le opere esposte e i danzatori reali. 
In questi anni , l’oriente, coi suoi volti e isuoi colori, sarà l’elemento dominante della sua poetica, (Schekitah, 1994; La siesta, 1997). Nel 1996 Alessandro Bagnai organizza a Siena una mostra, in cui espone opere sul tema della Corrida e del Palio. Nel 1997 si appassiona ai musicisti della confraternita Gnawa e ai danzatori equilibristi della Danse des jarres (Dal Re Salomone ai Gnawa, Chiesa di S. Arcangelo, Cortile della Residenza Municipale, galleria Astuni, Fano). La passione nel realizzare lavori tridimensionali lo porta ad utilizzare materiali particolari, come la cioccolata (Scultura un corno). Caratteristica comune alle due mostre intitolate The Byzantine World di Milano (Galleria 1000eventi) e di Roma (Galleria Sperone) del 1999, è infatti l’utilizzo esclusivo di cioccolatini. Nel 2000 compie il primo viaggio in India e realizza la mostra dal titolo Flowers, ala Birla Academy di Calcutta. Nel 2001 la Galleria Astuni realizza a Pietrasanta una doppia personale, Gnawa e Torso Torsolo rosicchiato da Rodin, a cura di Luca Beatrice. Nel corso della mostra Gnawa si svolge una serata evento con danzatori orientali, mentre Torso torsolo, basata su uno dei calembours scaturiti dalla straordinaria ironia dell’artista, presenta una serie di sculture in marmo in forma di mela dal cui torsolo rosicchiato prendono vita altre figure e una serie di pastelli su carta dallo stesso soggetto. Del 2002 è la mostra Atelier Mondino, al Castello di Rivara – con Jessica Carrol e Carlo Pasini; dell’anno successivo la serie dei Mercanti (Galleria Raffaelli, Trento), dove la merce è costituita da oggetti “reali”. Verso la fine dello stesso anno lavora alla grande retrospettiva Aldologica (MAR, Ravenna), a cura di C. Spadoni.
Era un artista poliedrico Aldo Mondino, un artista che non ha mai avuto paura di andare controcorrente, anzi lo faceva per scelta. La sua vena creativa, supportata da una vasta cultura, lo portava a sperimentare continuamente, a reinventare le correnti che lo avevano ispirato, a ironizzare sugli artisti da cui aveva voluto distinguersi, a provocare per sentirsi libero.
E’ morto il 10 marzo 2005 in quella Torino in cui era nato 67 anni prima. Un infarto l’ha strappato alla sua vitalità, alla sua voglia di vivere e rimettersi continuamente in gioco.

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